Club Alpino Italiano

Sezione di Bassano del Grappa

Questo sito utilizza i cookie per gestire autenticazione, navigazione, ed altre funzioni. L'utilizzo di questo sito costituisce accettazione implicita all'uso dei cookies sul vostro dispositivo.

Informativa in adempimento degli obblighi previsti dall'Art. 10 della Direttiva n. 95/46/CE, nonchè a quanto previsto dalla Direttiva 2002/58/CE, come aggiornata dalla Direttiva 2009/136/CE, in materia di Cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Tipologie di Dati raccolti

Fra i Dati Personali raccolti da questa Applicazione, in modo autonomo o tramite terze parti, ci sono: Cookie, Dati di utilizzo, Nome e Email.

Altri Dati Personali raccolti potrebbero essere indicati in altre sezioni di questa privacy policy o mediante testi informativi visualizzati contestualmente alla raccolta dei Dati stessi.
I Dati Personali possono essere inseriti volontariamente dall’Utente, oppure raccolti in modo automatico durante l'uso di questa Applicazione.
L’eventuale utilizzo di Cookie - o di altri strumenti di tracciamento - da parte di questa Applicazione o dei titolari dei servizi terzi utilizzati da questa Applicazione, ove non diversamente precisato, ha la finalità di identificare l’Utente e registrare le relative preferenze per finalità strettamente legate all'erogazione del servizio richiesto dall’Utente.
Il mancato conferimento da parte dell’Utente di alcuni Dati Personali potrebbe impedire a questa Applicazione di erogare i propri servizi.

L'Utente si assume la responsabilità dei Dati Personali di terzi pubblicati o condivisi mediante questa Applicazione e garantisce di avere il diritto di comunicarli o diffonderli, liberando il Titolare da qualsiasi responsabilità verso terzi.

In Bici fra natura e storia

IN BICI TRA NATURA E STORIA

Come ormai da tradizione all’inizio della primavera la bici esce per esplorare nuovi lembi di territorio. Quest’anno si muove tra terre ricche di natura e Fiume Renodi storia.Lo scenario è dato dalla foce del fiume Reno, che finisce la sua corsa vicino alle Valli di Comacchio, gli innumerevoli specchi d’acqua salmastra popolati da ricca avifauna.

Le ruote, impazienti di andare, prendono avvio da S. Alberto, frazione di Ravenna, attraversano il fiume, ormai alla fine del suo tragitto e tentano di correre. Ma la cosa è piuttosto difficile, in quanto sono continuamente rallentate dalla vicina presenza dei volatili. L’anima del naturalista prevale su quella dFenicotteri in voloel ciclista ed è un continuo saliscendi dalla bici per ammirare gli stormi di fenicotteri intenti a becchettare nelle lagune; appaiono come puntini lontani, appena rosati, oppure si scorgono spiando tra le cannucce ancora secche, ancora nuotano maestosi quasi in fila indiana, infine si alzano in volo, spiegando le ampie ali e mostrando così il piumaggio rosa intenso.
Ma tra le geometrie degli specchi d’acqua, accesi dal sole della splendida giornata, nuotano anche aironi cinerini e cavalieri d’Italia. Il primo, in tranquillo riposo, viene disturbato dai curiosi ciclisti ed indispettito se ne va, mostrando il suo volo imponente.
Anche i cavalli, allo stato brado, brucano tranquilli nelle verdi e strette strisce di terra, che spezzano l’azzurro delle acque.Reti a bilanciere
La ciclabile continua il suo andare tra ampie distese di color bruno-dorato, residui della vegetazione invernale, interrotte da filari di pruni in fiore, fiancheggia le enormi reti a bilanciere sospese tra terra e cielo, in attesa di essere immerse per caricarsi di pesci.
Contemporaneamente però sfiora i segni della storia.
Tutto qui parla di Anita Garibaldi: lapidi, steli, cippi ricordano in vari punti il passaggio dell’Eroe dei due Mondi e della sua compagna. Una data è ricorrente, 4 agosto 1849, vicino alla casetta dove trovò riparo, mentre braccato fuggiva, ed ancora in una stele (4) solitaria con i due nomi affiancati. Però l’apoteosi è raggiuStele di Anita e Giuseppe Garibaldinta nel cippo, che ricorda il luogo dove fu temporaneamente sepolta.
Ma chi era Anita Garibaldi? Disturbiamo la Storia e scopriamo che lei era una giovane sudamericana, che per amore lasciò tutto e seguì Giuseppe prima nella sua terra e più tardi nella futura Italia. Gli diede quattro figli, di cui solo due sopravvissero e, nonostante fosse incinta, febbricitante lo seguì a cavallo nella sua fuga, dopo la caduta della Repubblica Romana. Il marito, dopo aver messo in salvo i suoi seguaci, avrebbe voluto raggiungere Venezia, l’unica città capace di resistere ancora alla disfatta della Prima Guerra d’Indipendenza. Ma proprio in queste terre la forte amazzone fu stroncata dalla febbre. Fu sepolta dove ora si erge il cippo, lungo via Mandriole, dove la bici si ferma quasi a rendere omaggio ad un’eroina d’altri tempi.
Dopo la due ruote riprende il suo andare lungo il tranquillo canale di Reno fino a terminare la sua corsa nuovamente a S.Alberto.

 

 

 

 

Antonietta

 

Dicembre

18

Lunedì