Club Alpino Italiano

Sezione di Bassano del Grappa

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Monte Totoga

ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE E SEGNI RELIGIOSI

L’autunno al suo culmine accoglie il gruppo in salita al Monte Totoga. Un nome inconsueto che evoca mondi lontani, invece si tratta di una cima tra la valle del CalcheraVanoi e quella dello Schener.
Lasciato passo Gobbera, si entra nel fitto bosco di faggio, che si fa da parte per mostrare una costruzione particolare. Si tratta di una fornace da calce a fuoco continuo, costruita ai primi del Novecento con mattoni refrattari portati da Vienna. Fu eretta in un posto strategico, atto a facilitare lo smercio sia verso la Valle del Vanoi che verso il Primiero. Inoltre aveva la materia prima, il calcare, a portata di mano, secondo il detto locale ”La fornas la se salveva se evi i sassi comodi”. Anche il carburante si trovava sul posto, infatti bruciava legno di faggio.

Operava solo tre o quattro mesi all’anno in primavera, poi chiudeva per permettere alle dodici persone occupate di dedicarsi allo sfalcio del fieno. Funzionò con successo, producendo dai 20 ai 35 quintali di calce al giorno, fino all’inizio degli anni trenta, quando iniziò il suo declino in seguito all’apertura di una cava di ghiaia, con conseguente abbassamento del terreno.
Povera fornace, dopo un glorioso servizio, durante la seconda guerra mondiale, fu fatta a pezzi: i mattoni refrattari finirono nelle stufe del paese, le parti in legno usate per il riscaldamento delle case e gli elementi metallici completamente tolti dai forni.
Solo nel 1995 gli eredi dei primi costruttori la cedettero al comune di Canal San Bovo, che le ridiede nuova vita come memoria storica di un tempo passato. Ora troneggia nel prato, sembra sussurrare ai distratti passanti: “Fermatevi, sapete ero un’opera d’alta ingegneria, pensate al mio servizio, forse la calce delle vostre case veniva dai miei forni”.
Ma pochi si fermano, gli altri hanno fretta di raggiungere la cima.
Questa, conquistata in poco tempo, offre un panorama grandioso: la giornata è tersa e le montagne attorno spiccano nella loro bellezza: il Lagorai con Cima Monte Totogad’Asta, le Pale di S.Martino con Vezzana, Cimon della Pala e Sass Maor. Sotto la valle con il paese di Zortea.
La sosta è piacevole al sole, vicino alla semplice croce abbellita da due larici arancioni.
La discesa, un’immersione nel bosco autunnale, regala la visita agli stoli, finestroni  scavati nella roccia, dov’erano installati quattro pezzi d’artiglieria italiana, risalenti alla prima guerra mondiale, posizionati in modo da controllare il monte Cauriol.
Ora, a chi s’affaccia, offrono una splendida vista su tutta la valle del Vanoi.
Chiesetta di San SilvestroSi continua a scendere il pendio fino alla chiesetta di S.Silvestro. E’ questo uno dei tanti segni religiosi disseminati nel territorio, memoria di un tempo, in cui le popolazioni legate alla terra, si aggrappavano alla religione per risolvere i problemi quotidiani.
Fu eretta in un punto spettacolare, su di una rupe dominante sulla valle di Primiero.Sul lago dorato
La luce del giorno sta scemando, mentre si accende il tramonto, che illumina il lago artificiale, infuocato dai riflessi dei colori autunnali.
La chiesetta, come spesso accade, racconta la sua leggenda.
Le sue origini sono incerte, sembra che prima dell’ erezione fosse un luogo di culto pagano. Fu dedicata a San Silvestro. In realtà la si voleva edificare più in basso, dove fosse facilmente raggiungibile; ma i sassi accumulati per la sua costruzione sparivano misteriosamente e venivano trovati più in alto. Il Santo la voleva più su sulla rupe, dove si trova ora ed i montanari si adeguarono.
Studi archeologici recenti fanno risalire la costruzione della chiesetta al 1200, l’ampliamento al 1500 e la sistemazione attuale al 1800
Secondo un’altra leggenda un boscaiolo accusato, sembra ingiustamente, di omicidio, mentre veniva spinto incatenato da Caoria verso il Primiero, quando fu in vista della chiesetta, invocò il Santo proclamando nuovamente la sua innocenza, subito le catene si aprirono, per cui venne liberato. Sono tuttora conservate Baitacome ex voto.
Ora non resta che terminare l’ultimo tratto di discesa e chiudere in bellezza non solo la gita, ma l’intera attività annuale nella graziosa casetta di Benedetta e Gianni!

 

 

 

Antonietta

 

Ottobre

18

Mercoledì